AMY SALL, FONDATRICE E DIRETTRICE DEL MAGAZINE SUNU, E CARLOTTA KOHL, ARTISTA E FOTOGRAFA, INCARNANO LA MENTALITÀ LUNGIMIRANTE E ANTICONVENZIONALE CHE DA 50 ANNI CONTRADDISTINGUE POMELLATO.

Amy e Carlotta sono state selezionate per la campagna digitale #PomellatoForWomen proprio in virtù della loro audace unicità, del loro modo singolare di affrontare il mondo. Celebrando la diversità e la femminilità, Pomellato punta a promuove l’individualità delle donne e l’accettazione di sé, rifiutando al tempo stesso qualunque forma di oppressione. Con un omaggio al colore e all’originalità, la campagna digitale di Pomellato sottolinea la bellezza naturale di Amy e Carlotta in un gioco di sfumature, luci e contrasti. Il sapiente accostamento di alcuni dei gioielli Pomellato più iconici trasforma i loro colori e volumi arditi in originali sculture preziose, espressione dell’individualità femminile. Audaci e sensuali, le creazioni Pomellato non sono mai mere decorazioni, la loro trionfale freschezza sfida le convenzioni della gioielleria.

Dopo gli studi presso la Graduate School of Arts & Sciences della Columbia University, Amy Sall ha conseguito una laurea specialistica in Diritti Umani prima di diventare la fondatrice e direttrice di SUNU: Journal of African Affairs, Critical Thought + Aesthetics, innovativa piattaforma online e rivista cartacea che mira a dare risonanza al punto di vista giovanile su temi inerenti l’Africa e la diaspora che sta vivendo. Attualmente, Amy Sall insegna anche a tempo parziale presso il Dipartimento di studi mediatici dello Eugene Lang College, all’interno della prestigiosa New School University.

 

“La bellezza è un rapporto simbiotico fra interno ed esterno. La bellezza esteriore non è altro che la manifestazione del sentirsi belli dentro, dell’essere sani a livello di mente, corpo e spirito.”

 

“Non credo nella cosiddetta ʻleadership femminileʼ, credo piuttosto in una leadership forte ed etica. Ho imparato ad essere ferma nelle mie convinzioni e nei miei principi morali, e questo mi dà il coraggio di essere me stessa.

È importante per me non dover sacrificare nessuno dei miei interessi, una cosa estremamente difficile in un mondo che ci condiziona a scegliere una scatola e a restarci confinati. Definisco me stessa e il mio lavoro come ʻtransdisciplinariʼ: le diverse cose di cui mi occupo e le idee che ho sono in costante dialogo reciproco, c’è sempre una componente olistica.

Le mie esperienze di vita mi hanno reso ciò che sono oggi, ma è tutto riconducibile al mio essere la primogenita di due genitori immigrati in America dall’Africa Occidentale. Ho lavorato duramente per essere un esempio per i miei fratelli e per onorare i miei genitori e i loro numerosi sacrifici. Si può dire che debba a loro la mia ambizione”.

Nata e cresciuta a New York, Carlotta Kohl si è laureata all’Accademia di Arti Visive. Caratterizzata da un senso dello stile unico e da una visione artistica del mondo, si divide tra il lavoro di artista, fotografa e modella muovendosi con disinvoltura sia davanti che dietro l’obiettivo.

“Il concetto di bellezza include tante, tantissime cose, ma credo che in cima alla lista debba esserci la bellezza interiore. Essere onesti e generosi è molto più importante di qualsiasi grado di ʻperfezioneʼ fisica. L’autenticità è un altro fattore fondamentale per la definizione della bellezza. Quando qualcuno accetta le proprie qualità e non cerca scuse per ciò che è, ecco, lo trovo di una bellezza irresistibile.”

“Il mio lavoro nasce da ciò che mi è più familiare: la mia vita, le mie esperienze. Realizzo dipinti con la cera, una tecnica tradizionalmente nota come pittura a encausto. Le mie opere esplorano le numerose sfaccettature della realtà femminile e ciò che esse rappresentano per me. Utilizzo una varietà di colori pastello e testi evocativi per dare forma alla mia interpretazione di cosa significhi essere donna nel mondo di oggi. Vengo costantemente ispirata da forma e colore. Spesso attingo alla natura, a locandine di film per adulti degli anni ‘70, stampe su tessuto, elementi tipografici, film e libri per bambini anni ‘50.

Adoro indossare gioielli. Adoro la sensazione fisica di averli indosso e come riescano a esprimere esteriormente ciò che provo. Ce ne sono alcuni che porto tutti i giorni. Senza mi sentirei fisicamente sbilanciata! I miei gioielli sono una raccolta di ricordi. Raccontano la mia storia.

Cerco di essere onesta e autentica in tutto ciò che faccio nella speranza di riuscire a toccare qualcuno che magari ha una storia simile alla mia, ma per cui è più difficile accettarsi. È importante essere se stessi, chi altro potrà mai essere noi?”.

AVETE SICURAMENTE GIÀ VISTO ROSSANA ORLANDI. FORSE NON DI PERSONA, MAGARI NEMMENO IN FOTOGRAFIA – MA LA SUA IMMAGINE L’AVETE VISTA, ECCOME.

La sua immagine è un’icona: gli occhiali, enormi e rotondi; i capelli, di una fredda tonalità grigio-bianca; la corporatura, minuta ma carismatica. È una persona il cui stile è stato imitato, copiato e caricaturato milioni di volte.

È l’effervescente fata madrina del design italiano, che vi invita a tornare nel suo piccolo paradiso in città per confondervi, stupirvi e sorprendervi. Quel paradiso è la sua galleria-negozio in una strada laterale dietro Santa Maria delle Grazie: e se la famosa chiesa è meta di pellegrinaggio per i devoti di Leonardo, la galleria di Rossana Orlandi è il tempio del buon gusto.

Sempre al comando, Rossana Orlandi cura da sé lo styling per lo scatto frugando in una scatola di gioielli Pomellato per trovare l’abbinamento migliore con la giacca di velluto nero stampato a tralci di vite di Emilio Pucci acquistata da LaDoubleJ e che indossa per il ritratto: un’infilata di anelli Capri viola e verdi alle dita sottili e una cascata di catene intorno al collo del dolcevita nero d’ordinanza.

Tra le mani di Rossana Orlandi, anche i gioielli più delicati ricevono tutta la considerazione che meritano, studiati per il loro peso e per il loro tono e combinati con occhio esigente. Questa attenzione per i particolari e l’innato senso dello stile sono il tocco distintivo del suo marchio, che rappresenta il design locale per antonomasia.

Durante il Salone del Mobile, la sua galleria diventa l’ambasciata non ufficiale di Milano, dove la congrega cosmopolita che ne varca la soglia trova il gusto tutto milanese per l’eclettismo e la raffinatezza, tanto ricercato quanto difficile da imitare. Lo spazio di Rossana Orlandi è l’esatto contrario del tipico stile white-cube di una galleria. La parola più adatta a definire l’ambiente – che include un’ex fabbrica di cravatte che accoglie gallerie multiple, un negozio di design, una grande terrazza e un ristorante – è senza dubbio “bricolage”.

Spazio espositivo e archivio vivente, dove la storia dell’edificio si stratifica in un exploit di personalità dai molti livelli. I divisori in legno recuperati da una banca quando l’edificio era ancora una fabbrica sono rimasti al loro posto; ogni postazione è della misura giusta per una delle impeccabili mise-en-scène che Orlandi crea per esporre i nuovi acquisti della galleria. C’è una stanza tutta dipinta di nero, lasciata così da Tom Dixon dopo una mostra e mai riportata alla condizione precedente. Sulle pareti del corridoio al pianterreno si susseguono schizzi a pennarello nero; molti sono affettuosi ritratti di Rossana Orlandi firmati dai designer che lei conosce e sostiene. Nel negozio al piano di sopra ci sono ancora i cassetti originali a tutta parete che servivano per riporre le stoffe, alcuni ancora con il loro contenuto originale.

Il negozio stesso è un pot-pourri di tesori: piatti di latta stampati con immagini di Maurizio Cattelan e ceste piene di scarpe con la suola di gomma da dieci euro al paio contendono lo spazio a eleganti mobili disegnati da Nika Zupanc e a lampadari di Rick Tegelaar. “Quando sono entrata qui per la prima volta, non ho avuto dubbi: era il posto che faceva al caso mio”, racconta Rossana Orlandi volteggiando per la galleria e lasciandosi dietro una scia di profumo. Anche se aveva visitato l’ex cravattificio mentre era alla ricerca di una casa per la sua famiglia, ha subito realizzato come la fabbrica potesse diventare uno spazio espositivo.

Il primo pezzo che ho comprato è stata la Spun Light di Sebastian Wrong. È straordinaria: le proporzioni, la forma, il tocco, sono fantastici.

E oggi? Secondo Orlandi, la designer del momento è Nika Zupanc, slovena per nascita e formazione.

I suoi oggetti ispirati al Liberty giocano con le proporzioni: un letto a scomparsa che sembra un incrocio tra un carillon e una cassaforte, divani con zampe affusolate e morbidi cuscini in tinte pastello sono sparsi per tutto l’edificio. Sembra che quando la fata madrina ti sfiora con la sua bacchetta, succeda sempre qualcosa.

E infatti, dopo che Rossana Orlandi ha selezionato un paio di prototipi da presentare al Salone del mobile, Nina Zupanc è stata chiamata dalla linea di mobili di lusso Sé London per realizzare una collezione intera, e nuove collaborazioni sono in arrivo. E allora, quali sono le prossime mosse della regina del Mobile?

Dare gli ultimi ritocchi al programma per la fiera del prossimo anno, organizzare uno spazio satellite nell’elegante cornice di Porto Cervo (nel caso spuntasse una location perfetta), aprire una seconda filiale all’estero in un prossimo futuro.

A vederla circondata da una costellazione quasi fissa di collaboratori e assistenti, con il telefono che squilla in continuazione, si ha l’impressione che il ruggito di energia che la accompagna sia un presagio di cose fantastiche in arrivo. La forza trainante dietro a tutto questo? “Il design” dice sbirciando da dietro un paio di occhiali da sole vintage bianco marmo, con la soddisfazione di un gatto che fa le fusa, “è irresistibile”.

IL DESIGN E’ IRRESISTIBILE

PER NOI LA BELLEZZA È LA COMBINAZIONE DI QUESTI ASPETTI DI UNICITÀ E ARTIGIANALITÀ CHE CONVIVONO CON L’EQUILIBRIO E L’ARMONIA DI FORME, COLORI E MATERIA. LA BELLEZZA PER NOI È L’ESPRESSIONE DI UN’ELEGANZA SENZA TEMPO.

Ogni giorno nel nostro lavoro cerchiamo di combinare la poesia, la grazia, l’unicità di un lavoro artigianale con il design, la moda e il gusto contemporanei. La curiosità è ciò che muove verso nuovi orizzonti e nuove scoperte. La scoperta di una tradizione pittorica sofisticata e molto antica –  ai tempi in cui Marco Polo percorreva la Via della Seta per alimentare gli scambi culturali e commerciali – ci ha spinte al desiderio di poterla far conoscere in Occidente, ripercorrendo in senso inverso il percorso e portando un’antica arte figurativa orientale nelle nostre case. La sfida è stata quella di creare una prima, una seconda e poi altre collezioni dove le due sensibilità, il gusto occidentale e la tradizione orientale potessero coesistere. Il tempo però ci ha dato ragione e oggi in molti sentono il bisogno di personalizzare la propria casa o arredare uno spazio pubblico o addirittura un ufficio con bellissime e preziose “wallcoverings” dipinte a mano, per rendere unici gli spazi in cui si vive o si lavora.

In un momento storico in cui ancora gli spazi erano minimali e non si parlava di decorazione, abbiamo proposto di decorare le pareti con scenografiche carte da parati, scontrandoci con il gusto e la moda del momento

MISHA È L’ACRONIMO DI MILANO E SHANGHAI, DUE CITTA’  CHE RAPPRESENTANO DUE MONDI MOLTO DIFFERENTI, DUE CULTURE MOLTO DIVERSE.

Milano e Shanghai rappresentano due culture molto differenti, – l’Occidente cattolico cartesiano e l’Oriente taoista confuciano – ma sono entrambe città propulsive, dinamiche, sofisticate e operose. Vivere le due culture significa confrontarsi con modalità talvolta diverse nel “modus operandi” e nel comunicare, ma significa anche unire tradizioni, tecniche e modelli figurativi che si completano e che si arricchiscono. Queste due culture coesistono e sono complementari in tutti i prodotti Misha.

Ogni forma di artigianalità esprime creatività, trasmissione di un sapere ed esperienza ed è fortemente legata al luogo fisico e alla tradizione artistica dove è maturata. La grazia e la poesia della tecnica figurativa orientale sono state per noi fonte di ispirazione e combinate al gusto, al sapere e alla tradizione pittorica italiana rappresentano la sfida quotidiana per la realizzazione di ogni nostro prodotto. Un’attenta e continua collaborazione tra gli artisti e disegnatori italiani e gli artigiani cinesi ci permette di creare sempre nuovi progetti e di lavorare a nuove e interessanti sfide.

I gioielli, così come la decorazione e il design, subiscono la moda e il tempo.

A noi piace pensare che anche il gioiello possa esprimere un’eleganza senza tempo, che contiene tradizione e contemporaneità. Il gioiello, come il vestito, come la casa in cui abitiamo, rispecchia la nostra personalità, è una forma di esteriorizzazione del nostro essere e un completamento al vestire. Il gioiello è il dettaglio che ci distingue, che ci fa “sentire a casa”, “sentire noi stessi”, che distingue le giornate e ne rispecchia l’umore, che ci esprime in ogni occasione, in ogni evento.

Il gioiello è anche un oggetto affettivo – è un regalo che indossiamo tutti i giorni, è parte di noi – e oggetto di appartenenza, che esprime il nostro legame con le tradizioni.

Quindi indossare i gioielli significa comunicare un proprio modo di essere, uno stato d’animo oltre che un gusto personale.

Oggi il limite tra arte, moda e design è sempre più sottile. Da un lato vengono condivise tendenze, colori e forme, come espressione di un cambiamento e di una ricerca comune;  dall’altro ogni disciplina sente il proprio limite e vede la possibilità , attraverso l’esplorazione di altre discipline, di trovare nuovi campi di espressione. Non vi è distinzione tra arte e moda quando la moda è capace di produrre oggetti che tendono al sublime, che esprimono quindi le caratteristiche di ricerca, bellezza e perfezione da essere considerate opere d’arte.

Misha è un marchio italiano creato per portare l’eccellenza di antiche forme artigianali nello stile di vita contemporaneo attraverso l’incontro fra tradizione e innovazione. In tutta la gamma dei suoi prodotti – pregiate carte da parati in seta, tessuti, ricami e complementi d’arredo  –  Misha recupera  la bellezza e l’unicità  dell’arte del fatto a mano.

SILVIA: “I GIOIELLI MI FANNO COMPAGNIA! AD OGNUNO DI LORO DO UN SIGNIFICATO, MI RICORDANO MOMENTI, MI PORTANO FORTUNA. DIVENTANO PER ME AMULETI CARICHI DELLA MIA ENERGIA”.

Parlando della bellezza, i Greci dicevano “καλὸς κἀγαθός” ossia “bello e buono” si credeva che il corpo esteriore riflettesse la virtù della mente. Un corpo bello fuori si credeva bello dentro. Mi piace pensarlo per “spronarmi” a prendermi sempre cura di me stessa, del mio aspetto esteriore e di quello interiore! La bellezza è avere sempre coscienza di sé stessi non abbandonandosi mai!

Quando ero incinta di mio figlio Giulio scrissi una lista delle caratteristiche che desideravo avesse: alto, capelli ricci e tanti, passione per lo sport, coraggio e determinazione! solo ora però capisco che il coraggio e la determinazione si imparano con il tempo. Credo la vita ci metta sempre alla prova stimolandoci a superare i nostri limiti, a tirare fuori coraggio e determinazione. Ognuno a modo suo con il proprio modo di esprimersi!
Giulio non ha i capelli ricci.

Mi occupo da 5 anni della comunicazione e delle pubbliche relazioni del Grand Hotel et de Milan e dello STRAF hotel&bar entrambi gestiti da una famiglia tutta al femminile! Mi hanno insegnato che prendersi cura dell’Ospite, facendolo sentire come a casa, è sempre uno dei nostri obiettivi e credo che questo ci riesca bene perché “aiutato” dalla sensibilità femminile!

Vengo da un paese di provincia bellissimo e immerso nella natura. Vivo a Milano orami da molti anni e all’inizio per me rappresentava lavoro e operatività, non c’era spazio per nient’altro ora è diventata la mia città. L’ho scoperta pian piano e oggi credo di conoscerne tutti gli angoli più belli e “segreti”. L’ho vista evolversi tantissimo e da qualche anno è molto internazionale e dinamica. Nonostante questo rimane a misura d’uomo e io la vivo come il mio paese di provincia in bicicletta e comprando il pane tutti i giorni dal mio panettiere di fiducia!

 

BARBARA: “CREDO CHE LA BELLEZZA SIA FONDAMENTALE NELLA VITA DI OGNUNO, RENDE LA VITA MIGLIORE ED INEVITABILMENTE MIGLIORA LE PERSONE POICHÉ CREDO SIA CONTAGIOSA”.

Un mondo senza bellezza non è un mondo felice; un luogo bello in cui passare un’esperienza come un  bell’oggetto ti inducono gioia, ti amplificano sentimenti positivi e non possono che darti felicità da trasmettere agli altri. Mi piacciono le cose ricercate ma comunque spontanee, nella loro semplicità, amo la ricerca di dettagli dove la preziosità è insita nelle lavorazioni e nei concetti (evidenti) che li creano.

Ho sempre cercato di darmi due regole fondamentali che mi hanno aiutato ad affrontare ogni giorno della mia vita, “non sederti mai e sorridi sempre” ovvero datti da fare e sii positiva. un pizzico di incoscienza fondamentale nella vita per affrontare ogni nuovo progetto. Credo che una delle fortune più grandi sia avere un lavoro che ti piace e che entra nella tua quotidianità come un interesse e non come un “compito”.

Amo i gioielli per il loro aspetto di preziosità dato dalla loro lavorazione, dal loro design e dalla loro forma, amo però ancora di più i gioielli che si arricchiscono di  significato ed in questo modo divengono unici. Diventa quindi difficile separami da alcuni dei miei gioielli; ho una “base fissa” emotiva sempre indossata con un secondo strato di gioielli variabile che invece rappresenta l’aspetto più estetico e ludico, legato al dettaglio della scelta del mio look quotidiano. Trovo che la più grande differenza e forza di un gioiello da qualsiasi altro manufatto di design o di moda sia appunto il significato emotivo intrinseco capace di portarsi appresso.

Ultimamente Milano ha accelerato, sta diventando più internazionale mantenendo comunque delle dimensioni urbane raccolte. Il mio lavoro mi da l’occasione di viaggiare molto e frequentare le maggiori metropoli mondiali, è sempre bello però poter apprezzare il ritorno nella dimensione rassicurante Milanese.

Credo molto fermamente in ogni forma di contaminazione, arte design, moda architettura teatro e tutte le forme artistiche in generale sono capaci di passarsi energie e spunti per potersi contaminare e di conseguenza evolversi.

Amo frequentare i musei e le fondazioni,  le dimore storiche Milanesi tipo Villa Necchi Campiglio oppure casa museo Boschi di Stefano, li trovo estremamente femminili e familiari, luoghi in cui ti sembra di ritrovare una propria dimensione, anche se solo interiore.

 

IL CONCETTO MODERNO DI BELLEZZA ESALTA LE DIFFERENZE, SFIDA GLI IDEALI E INCORAGGIA L’INTERPRETAZIONE.

Noi di Assouline portiamo il nostro punto di vista nelle pagine dei libri e diffondiamo la nostra idea di stile e bellezza presentando ai lettori ciò che riteniamo degno della loro attenzione. Spero che questi libri invoglino le persone a circondarsi di ciò che considerano bello: viaggi, cibo, fiori, arte, vino, gioielli, moda, macchine, design… in sostanza, tutti gli argomenti che affrontiamo nei nostri libri.

I gioielli aggiungono stile e personalità, si può indossare lo stesso pezzo tantissime volte senza che perda mai il suo valore, anzi diventa sempre più parte di noi. Lo stile è ripetizione e il gioiello giusto trascende la dimensione temporale. Adoro indossare pezzi con un passato e una storia, come un anello da cocktail appartenuto alla mia bisnonna, un gioiello che mi è stato regalato o che mi sono comprata in un’occasione speciale. Le donne dovrebbero emanciparsi il più possibile e comprare e indossare gioielli è un ottimo modo per farlo.

I libri illustrati, proprio come i romanzi, sono una porta verso mondi che altrimenti non avremmo mai la possibilità di esplorare. Vivere circondata dalla ricchezza dei nostri libri e dal lavoro degli autori e dei fotografi di talento che li realizzano mi sembra un sogno. Leggo di persona tutte le proposte che riceviamo perché non puoi mai sapere dove troverai una sorpresa o una gemma nascosta, come le tante che abbiamo scovato nel corso degli anni. Credo che lavorare a contatto con i libri mi abbia permesso di essere sempre curiosa, aperta e piena di energia.

Le differenze tra maschile e femminile sui luoghi di lavoro stanno scomparendo, non credo che la mia parte femminile abbia un grande ruolo nella mia professione, per questo sono sempre lieta di esprimerla attraverso un bel gioiello!

Fortunatamente per le nuove generazioni, eredità e innovazione non si escludono più a vicenda. Alcuni dei più importanti brand mondiali con una tradizione alle spalle stanno raccontando la loro storia in modo entusiasmante, ricco e digitale allo stesso tempo. Più saremo circondati dal digitale e più considereremo i libri un tesoro da custodire e un piacere di cui godere.

GALLERISTA E COLLEZIONISTA D’ARTE, NEL 2013 AUDREY HA FONDATO CON IL SOCIO NORDINE ZIDOUN LA GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA LUSSEMBURGHESE ZIDOUN & BOSSUYT.

La bellezza è per me il giusto equilibrio fra contrasto e armonia, e quando sono alla ricerca di nuove ispirazioni devo percepire entrambi. Il mio lavoro si basa su una combinazione unica di intuizione femminile e capacità di sviluppare una profonda empatia con gli artisti.

Come mercante d’arte, mi appassionano tutte le forme artistiche. Considero la gioielleria contemporanea una fucina di capolavori. In genere, ad attrarmi maggiormente sono I gioielli audaci: il loro peso è rassicurante e trasmette un vero e proprio senso di autenticità e valore.

Quando una donna si regala un gioiello, dà prova di indipendenza e autostima.

Credo fermamente nella leadership femminile. Il coraggio di essere me stessa è per me fonte di grande gioia, una gioia che pervade corpo e anima e mi aiuta ad accettare pienamente la mia femminilità. Sfide e successi del passato mi hanno reso una donna più matura, padrona dei propri mezzi e consapevole dei propri punti di forza.

Ai miei occhi, Milano e Pomellato sono emblemi di eleganza, creatività, dinamismo e vitalità economica. Pomellato è un brand lungimirante, una qualità che riflette la mia filosofia professionale. Come collezionista d’arte devo infatti saper riconoscere e, soprattutto, anticipare le tendenze del momento.

La mia visione dell’arte è molto vicina a quella della moda: entrambe richiedono un occhio acuto e la capacità di abbracciare il presente.